La Corte di Cassazione, con le ordinanze n. 10450 e n. 10451, afferma che il Giudice di merito, nel valutare i presupposti dell’obbligo di mantenimento dei nipoti da parte degli ascendenti, deve tenere conto della “rilevante novità normativa rilevante novità legislativa nelle more sopravvenuta in ordine al c.d. reddito di cittadinanza, introdotta dal D.L. n. 4 del 2019“.
Le ordinanze suddette – nel valorizzare la rilevanza, ai fini della persistenza dell’obbligazione di mantenimento da parte degli ascendenti, della possibilità di accedere al reddito di cittadinanza – si colloca nel solco già tracciato dalla giurisprudenza che, in una recente pronuncia (Cass. Civ., Sez. I, 20.12.2021, n. 40882), ha affermato, con che “l’accertamento dell’impossibilità per il soggetto di provvedere al soddisfacimento dei suoi bisogni primari non può poi prescindere dalla verifica dell’accessibilità dell’alimentando a forme di provvidenza che consentano di elidere, ancorché temporaneamente, lo stato di bisogno (sì pensi, oggi, al reddito di cittadinanza di cui al D.L. n. 4 del 2019, convertito dalla L. n. 26 del 2019). E’ da credere, infatti, che, nella partita del diritto agli alimenti, la colpevole mancata fruizione di tali apporti giochi lo stesso ruolo dell’imputabile mancanza di un reddito di lavoro; nell’uno e nell’altro caso si delinea l’insussistenza di quell’impedimento oggettivo ad ovviare al lamentato stato di bisogno che è condizione per l’insorgenza del diritto in questione”.