Con riferimento al caso di un cliente del sito booking.com, la Corte di Giustizia ha chiarito che, per poter essere validamente vincolato da un contratto concluso con mezzi elettronici, il consumatore deve comprendere inequivocabilmente dalla sola dicitura riportata sul pulsante di inoltro dell’ordine che sarà tenuto a pagare non appena avrà cliccato su quello stesso pulsante. Il principio è stato affermato con la sentenza Fuhrmann-2 del 7 aprile 2022 (C‑249/21) relativa a una causa che vede opposti la società tedesca Fuhrmann-2-GmbH proprietari di un albergo e un cliente che voleva prenotare un soggiorno in alcune delle sue camere tramite la nota piattaforma online.
Con la sentenza Fuhrmann-2 del 7 aprile 2022 (C‑249/21), la Corte di Giustizia Ue ha dichiarato che, nell’ambito di un processo di inoltro di un ordine relativo alla conclusione di un contratto a distanza con mezzi elettronici, occorre basarsi sulla dicitura riportata sul pulsante o su una funzione analoga.